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GIORNO 20

03 Novembre 2011. L’accampata si è mossa per dare sostegno alla manifestazione degli Studenti Medi come protesta all’ordinanza di Alemanno, e a i tagli all’istruzione.

9.30: I primi ragazzi dell’accampata raggiungono stazione Tiburtina. Si trovano davanti una folla circondata da forze dell’ordine che situate ad ogni ingresso controllano ogni possibile entrata ed uscita. Il clima è calmo e nonostante non si sappia ancora il percorso del corteo, l’aria non è ancora carica di tensione. Ragazzi del Righi e del Virgilio ci aggiornano sulle perquisizioni e identificazioni subite fuori dalle scuole da parte delle forze dell’ordine.  Pochi minuti dopo veniamo a conoscenza dell’intento del corteo di dirigersi verso il Ministero dell’Economia, si vocifera,  inoltre, ci sia un accordo con la DIGOS.

10.30: inizia ad esserci chiaro che il corteo sia sprovvisto di autorizzazione, in mancanza della quale non è possibile muoversi dalla piazza. La tensione sale, vedendosi circondati dalle forze dell’ordine partono i primi cori dagli studenti presenti.  Si cercherà di qui in poi, varie volte, di confrontarsi verbalmente e fisicamente in modo pacifico, con i vari posti di blocco.

11.30: le forze dell’ordine iniziano l’identificazione di chiunque tenti di uscire dal quadrato di blocco. È qui che la tensione inizia a salire. Un gruppo di ragazzi tenta con insuccesso di creare una assemblea, da noi appoggiata. Successivamente un secondo e diverso gruppo di presenti crea un varco aprendo le reti del cantiere della stazione ferroviaria. L’intervento delle forze dell’ordine è immediato cercando di chiudere i varco per evitare che altri manifestati possano entrare. Un gruppo di 20 ragazzi si trova però chiuso all’interno, subendo cariche da parte della polizia. Dopo pochi minuti si dispiega la tensione, tornando ad un clima più calmo grazie all’uscita dei ragazzi dalla rete di confine.

13.00: l’atmosfera va a modificarsi di minuto in minuto, passando da momenti profondamente ludici, a momenti di breve tensione dovuti a veloci cariche.  La maggiore causa di agitazione è da attribuire agli sporadici fermi delle forze dell’ordine. È da qui che si dispiegano i voleri di alcuni presenti del corteo, quelli cioè, di contattare qualunque figura istituzionale che potesse contrattare con le forze dell’ordine per far  sbloccare la situazione, sia nell’eventualità di far muovere il corteo verso la Sapienza (nuova possibile meta), sia in quella di far semplicemente uscire i partecipanti dal blocco, senza identificazione o fermi.

14.00: si scorge nel caos la presenza di un parlamentare (ndr. Vincenzo Vita, PD) che tenta la mediazione tra le parti. La situazione è molto tesa visto anche il fermo di due studenti. Iniziano, così,le contrattazioni che si snodano tra: forze dell’ordine,  rappresentanti di studenti e parlamentare; che giungono al termine con la “liberazione”  dei due fermi. Condotti dal parlamentare, i ragazzi si dirigono da un altro lato del piazzale per andare a patteggiare una pacifica dissoluzione del corteo.

14.30: il negoziato si conclude con la richiesta delle forze dell’ordine al corteo di uscire in modo ordinato a gruppi di venti persone. I primi manifestanti iniziano ad uscire dal cordone come da accordi, mentre due ragazzi dell’accampata si adoperano nella pulizia della piazza, a sostegno della politica ecologica che ci contraddistingue. L’accampata, inoltre, all’unanimità, decide di non sottostare alle direttive concordate rimanendo seduti all’interno del cordone, aspettando che la situazione si dissolva per poter uscire in modo autonomo e libero.

15.00: la piazza è ormai desolata, si torna all’accampata per raccontare e commentare la nostra partecipazione.

Questo è il resoconto soggettivo estrapolato dal vissuto degli accampati che hanno partecipato alla manifestazione del 3 Novembre 2011.

Giulia e Matteo